MISSIONE TRA LE MISSIONI - VIAGGIO IN INDIA

Dicembre 2007 - Claun Metrella

     
 

“Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce” (B. Pascal)

 

Ho iniziato più volte  a scrivere il diario di viaggio in India ma ogni riga veniva subito dopo cancellata. Questo perché ci sono circostanze in cui le parole non sono abbastanza per descrivere emozioni, sensazioni, pensieri……questo perché l’India e la sua gente non le puoi descrivere, ma solo viverle. Con tutti i cinque sensi, ma soprattutto con  il cuore.

Mumbai è una città che travolge. Già all’arrivo, varcata l’uscita dell’aeroporto, sei invaso dall’odore forte, troppo forte di smog e dal caos delle strade. La prima cosa che capisci è che qui,tutto ciò che per noi occidentali è un’eccezione, è la normalità. A partire dalle macchine per strade. Sembrano impazzite come  in un videogame. Non scorrono ma zigzagano, i clacson non  smettono mai di suonare, le persone e gli animali camminano tranquillamente nel traffico. Per noi è il caos più assoluto, in questa metropoli è la quotidianità. Lungo il tragitto che ci separa dalla missione dove alloggeremo, ovunque ci si giri, è una distesa di baraccopoli, case al limite della vivibilità, annerite dallo smog,circondate da sporcizia. Quello che per noi sono le periferie pericolose della città, da sgomberare perché culla di microcriminalità, a Mumbai sono il cuore pulsante della città.

Una cosa mi colpisce subito. Sull’uscio di quasi tutte le baracche, c’è la scritta “Welcome”, benvenuti…sembra quasi uno scherzo perché siamo ai margini della vita……..

E allora benvenuti a Mumbai la città dove tutto è relativo, dove niente è come sembra,  dove la gente vive, mangia, si lava e dorme sul ciglio della strada,rovista tra i rifiuti alla ricerca di qualcosa che resta, dove  i bambini sbucano ad ogni angolo, a volte sporchi e scalzi, a volte con la divisa linda della scuola, giocano o studiano tra rifiuti ed escrementi di animali ma sempre pronti a sorridere……benvenuti dove, a qualunque ora del giorno e della notte, c’è sempre movimento, un dinamismo senza fine, dal barbiere alle donne nei loro sari colorati  che preparano cesti e ai fruttivendoli che separano mazzetti di verdure da accostare con sapienti abbinamenti cromatici.....Solo alla fine del mio viaggio saprò che  Mumbai è detta anche la città che non dorme mai…..una città insonne per bramosia di vita………

Durante il nostro soggiorno abbiamo attraversato diverse baraccopoli…Eravamo cinque stranieri in zone poco battute da turisti. All’inizio  guardati con stupore, ma dopo poco salutati con calore…..Namastè…. ed ecco non ti senti più uno straniero fuori posto, ma uno di casa……una piccola magia che si compie con un semplice saluto…..

Nella missione siamo stati accolti benissimo, un’ospitalità inaspettata…..per non parlare dei bambini, abituati a divertirsi con niente, a sorridere sempre, a prenderti per mano per giocare e per farti vedere il loro mondo, a ringraziarti  con balli e canti per il solo fatto che ci sei e che sei lì con loro…”Dìdi come and see” ovvero sorella vieni a vedere…. bambini abituati da subito alle difficoltà della vita ma non per questo tristi, ma anzi più svegli e più responsabili di tanti loro coetanei occidentali…..…giocano con una vita che si è presa gioco di loro, facendoli nascere in questa parte del mondo..…e questo vale anche per gli adulti, uomini e donne…… ognuno ha il destino che ha, a Mumbai come a Milano o a New York, l’importante è viverlo serenamente, accettare le cose così come sono, sorridendo e ringraziando sempre per ogni giorno che si vive……e’ questo forse il souvenir più bello che si porta con sè al rientro da un viaggio così…. arrivederci Mumbai, la città che ti accoglie con tutta la sua povertà e ti rimanda indietro più ricco ma, soprattutto consapevole che sei e sarai sempre qualcuno anche se non hai nulla.

 

Claun Metrella – Didi Fabiana

 

     
 

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